Molto più di un animale da cortile: il gallo nella storia dell’arte tra simbolismo e protagonismo.

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‘Due galli nello stesso pollaio non possono stare’

avete mai sentito questo proverbio? Immagino che almeno una volta nella vita lo abbiamo sentito tutti… Ma vi siete mai chiesti perché, proprio in questo proverbio, siano due galli a non poter convivere? Il gallo, un bellissimo animale dal piumaggio variopinto, tuttavia è un animale molto territoriale e protettivo verso le sue galline. Ne consegue che, aggiungerne un secondo creerebbe inevitabilmente una lotta sanguinaria.

Ma facciamo un passo indietro: prima dell'avvento degli orologi e delle moderne sveglie, il canto del gallo scandiva naturalmente l'inizio della giornata. Infatti, la parola “gallo” deriva dal latino gallus. La sua etimologia è discussa, ma una delle ipotesi più accreditate la collega a un’antica radice linguistica dove si sarebbe chiamato garlus, dove gar significherebbe “gridare” o “chiamare”, in riferimento al caratteristico canto dell’animale.

Nel corso dei secoli, il gallo è diventato simbolo di vigilanza, forza, fierezza e rinascita, assumendo un ruolo importante anche nella storia dell’arte. Fin dagli antichi Romani, venivano rappresentati in mosaici e affreschi, combattimenti di galli per simboleggiare la Vittoria e la Sconfitta.

Mosaico dalla Villa del Labirinto a Pompei

Ora passiamo ai greci, che come ben sappiamo utilizzavano il mito per spiegare l’origine delle cose. Luciano di Samosata, scrittore greco del II secolo d.C., racconta il mito di Alettrione. Alettrione era un giovane al servizio di Ares. Durante gli incontri segreti tra il dio della guerra e Afrodite, questi aveva il compito di sorvegliare l’arrivo del Sole e avvertire gli amanti prima che venissero scoperti.

Una notte, però, Alettrione si addormentò. Ares e Afrodite furono così scoperti e, per punizione, Ares trasformò il giovane in un gallo, condannandolo a cantare ogni mattina, proprio al sorgere del Sole.

 Brocca per il vino Greca. Trovata ad Atene, risalente al V sec. a.c. Ora al Louvre.

Con l’avvento del Cristianesimo, il gallo diviene simbolo di resurrezione e rinascita. Il suo canto, legato al rinnegamento di Cristo da parte di San Pietro, assume il significato di annuncio della luce e vittoria della vita sulla morte.

Giovanni Baglione, attribuito a. Pentimento di San Pietro, 1606, Galleria Sabauda Torino.

Ma il gallo non è soltanto un simbolo. Nell’arte può diventare anche un vero e proprio protagonista.

Adriaen Van Oolen (Amsterdam 1630/31 - circa 1709), Battaglia tra galli, olio su tela, 149 x 201,5 cm, siglato in basso a destra.

Lo ritroviamo così nella pittura di Adriaen van Oolen (Amsterdam 1630/31 - circa 1709), in: Battaglia tra galli, dipinto a olio siglato, di grandi dimensioni (149 x 201,5 cm) in vendita presso la nostra galleria OPO srl in Via Cavour 22, Salò.

Il centro della scena si focalizza su due galli, i quali si affrontano combattendo. Grazie a questo linguaggio pittorico lo dierenschilderkunst, ovvero la pittura animalista, l’animale entra nel vero e proprio palcoscenico della pittura: la lotta, la fierezza, la territorialità e la competizione diventano il soggetto stesso della rappresentazione.

E proprio qui il gallo sembra assumere un significato che va oltre quello animale. Il suo comportamento può diventare uno specchio delle passioni umane: la rivalità, l’orgoglio, la forza aggressiva nel desiderio di prevalere sull’altro. Un linguaggio valido in passato come lo è oggi, che i pittori fiamminghi, come Van Oolen del 1600 decisero di mettere in evidenza.

Se desiderate accogliere questa maestosa tela nella vostra dimora, saremo lieti di fornirvi ulteriori informazioni.
Per ulteriori dettagli, contattateci all’indirizzo infoopo2018@gmail.com

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